Bellezza collaterale senza effetti collaterali

10.04.2020

Ci sono eventi nella vita che capitano più o meno all’improvviso e che ti costringono a fermarti, pensare e riavvolgere per un momento il nastro della tua esistenza e riguardare il film fino a quel punto, esprimendo soddisfazione, perplessità, rimpianti in merito a ciò che si sta vedendo, ma senza avere mai la possibilità di apportarne modifiche. Questi eventi spesso coincidono con la scomparsa di una persona cara, che per quanto possa essere attesa per la particolare situazione in cui ci si trova, mai e poi mai può essere vissuta come qualcosa a cui ci si può dichiarare pronti; esisterà sempre un antefatto da cui la situazione critica ha avuto origine, inaspettato e talmente potente da segnarti lungo tutto il tempo che trascorrerai. Quando ci si trova in una situazione come quella appena descritta, cioè in presenza di un antefatto che ha generato una situazione critica per la quale è già scritta una fine purtroppo triste, si è lacerati dentro fisicamente e psicologicamente da mille meccanismi che nella nostra mente si innescano: il rifiuto della situazione che ci è stata prospettata, l’illusione di un possibile lieto fine, l’attesa inconscia che in un piccolo angolo della mente crudele come poche altre cose ti ricorda che quello che ti separa dall’epilogo segnato è sempre meno tempo rispetto alla volta precedente in cui ci hai pensato. Vivere in questo modo e con questo peso è qualcosa di inspiegabilmente complicato, impossibile da capire fino a quando non si è calati contro la propria volontà in questa situazione. La voglia di piangere, di disperarsi è l’unico moto che un corpo ed una mente completamente spenti riescono a sviluppare, un moto che porta con se una violenza talmente forte che fortunatamente nella maggior parte dei casi, le persone non riescono nemmeno a sprigionare. Ma per il bene di chi sta soffrendo, la mente diabolica come non mai, asseconda l’illusione, ti porta a dimenticare tutta la tristezza e la negatività per far spazio a energie e stimoli che sono il motore per una lenta ripresa dalla sofferenza e dalla malattia, perché il tuo caro ce la fa, il tuo caro si aggrappa al miracolo e ad una forza di volontà che nessun’altra persona al mondo potrebbe pareggiare e migliora, migliora a vista d’occhio e tu non puoi permetterti di crollare perché non hai idea degli sforzi che sta compiendo e devi rispettarli dando tutto il tuo meglio, forzando la tua commozione a non uscire, ricacciando pianti e bestemmie. A volte quando vedi piangere chi ti è vicino provi nervoso a fior di pelle perché tu non puoi farlo, non puoi perché nessuno sarebbe in grado di batterti sulla spalla con la forza di ricacciare indietro le lacrime per “obbligarti” a vedere solo ciò che c’è di buono in quel preciso momento, continuando a dimenticare tutto il resto; solo tu riesci e ti auguri di non crollare, perché se crolli tu tutto è molto più complicato... e ti viene il nervoso quando ti dicono “tieni d’occhio mamma... fai attenzione...” perché tu avresti bisogno delle stesse attenzioni che stanno richiedendo tu abbia per chi ti è vicino. Lo fanno perché tu non stai piangendo, non puoi farlo ora e non lo farai.

Inevitabilmente si arriva a quella terribile previsione a cui hai cercato di non tendere mai l’orecchio... per quanto tu abbia provato ad esserne sordo, il suo arrivo è accompagnato dal rumore più forte e stordente che si possa immaginare... è qualcosa che ti fa crollare, ti scava dentro portandoti via tutto, ti toglie la vita con l’illusione di lasciarti in piedi mentre invece tu sei completamente crollato privo di forze e coscienza.

Per fortuna il film che ho avuto modo di riguardare fino a quel momento è stato qualcosa di così bello e così ricco di amore, di vita, di insegnamenti, di esempi da portare in palmo di mano, che posso dirmi davvero fortunato. Sono assolutamente consapevole che non tutti potranno godere della mia fortuna e sicuramente in parte è questo che ha spinto indietro lacrime e disperazione nei momenti bui, la forza di un ricordo così vivo sulla pelle, così presente e così indelebile non possono che lasciare una traccia che nemmeno la più violenta delle tragedie sarà in grado di coprire. Ad oggi è questo che mi consente di andare avanti con una serenità spesso finta, perché a volte è maschera quando avrei voglia di disperarmi, ma il più delle volte è consapevolezza che niente e nessuno potrà privarmi del Tempo che ho passato e dell’Amore che ho ricevuto. Sono queste testimonianze quotidiane che mi accompagnano e mi fanno percepire viva più che mai la presenza del mio adorato Papà. I momenti di sconforto faccio in modo siano per lo più notturni, provo ancora però lo stesso fastidio per quel pianto a cui non posso unirmi.

Il gioco della vita vuole però che esista un domani, un dopodomani, che esistano mesi ed anni di fronte ai quali è opportuno farsi trovare pronti sopravvivendo alle tragedie a cui pensavamo di cedere. Avremmo chiesto più Tempo prima, ci è concesso invece dopo e va onorato ed apprezzato allo stesso modo; rimpiangiamo l’Amore strappatoci con violenza, bestemmiamo la Morte e quella divinità se esiste a cui ci appelliamo da non credenti quando ci troviamo in estrema difficoltà. L’Amore per come lo vivo io non mi abbandonerà mai, ha lasciato un segno troppo profondo e l’impegno a non farlo scemare sta anche nel vivere i giorni futuri provando ad apprezzarne l’essenza e l’utilità. Se siamo ancora qui un motivo c’è, incrementare il bagaglio di Amore e di ricordi con altro Amore ed altri ricordi, perché per fortuna quello dell’Amore è un bagaglio che non vedrà mai fondo e ci consente di riempirlo di tutto ciò che vogliamo. Rivedere in un giorno futuro la bellezza di un gesto o apprezzarne lo svolgimento significa dare una nuova chance alla vita di poter offrire attimi da ricordare... coglierne la bellezza è la sfida più difficile di tutte, ma con perseveranza accadrà, probabilmente nemmeno riconosceremo il momento in cui succederà. È stato un viaggio l’elemento che ha permesso a me di cogliere la bellezza accidentale della vita, un viaggio con la mia mamma, un viaggio che probabilmente non avremmo voluto nemmeno fare o che è partito con la tristezza nel cuore, ma è proseguito nel ricordo vivo e forte, godendo di un sorriso o di una espressione di meraviglia che sono sicuro il mio Papà avrà apprezzato soddisfatto. Accettare che qualcuno possa ascoltare uno sfogo, che possa esistere ancora qualcosa che ci faccia meravigliare, accennare una reazione allo schiacciamento a cui pensavamo di soccombere sono tutti elementi che appartengono alla bellezza collaterale della vita, quella bellezza che non ricerchiamo, ma in cui accidentalmente inciampiamo con l’obiettivo di mantenere le successive volte aperti occhi e cuore per provare a riconoscerla una prossima volta e perché no, a cercarla. Non è un processo che accadrà con continuità e tantomeno con facilità: per me non lo è, ma mi sforzo per fare in modo che ci sia sempre un ricordo così luminoso, in grado di mostrarmi la strada e riconoscere come vicine quelle cose che inconsciamente mi verrebbe da rifuggere.


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