Il Rasoio di Occam

09.04.2020

Il "Rasoio di Occam" non è un oggetto affilato e contundente appartenente al signor Guglielmo che, disattento, lo ha dimenticato nella sua camera d'albergo londinese, durante una frenetica ricomposizione del proprio bagaglio; non è nemmeno l'oggetto di una pubblicità per strumenti di rasatura in onda sulla tv generalista avvalendosi di famosissimi testimonial.

Il "Rasoio di Occam" è una metodologia elaborata dal frate francescano inglese Guglielmo di Occam durante il XIV secolo, tutt'oggi alla base del pensiero scientifico moderno. Essa sostiene, in termini semplici ed immediati, l'inutilità di formulare ipotesi numerose e complesse laddove quelle già esistenti possano considerarsi sufficienti alla spiegazione del fenomeno che si sta analizzando. In sostanza la via da preferire è quella più semplice, se si ritiene non sia necessario prendere in considerazione altri fattori; se tutto quello che abbiamo finora analizzato potrebbe bastare a dare una spiegazione a quello che stiamo analizzando, allora non è necessario cercare di postulare altre teorie, formulare nuove ipotesi, complicare ulteriormente un ragionamento che aveva trovato nella sua originale semplicità una plausibile spiegazione. Mediante un taglio di lama netto, recidiamo le ipotesi inutilmente complesse per far trasparire quelle statisticamente più probabili: ecco l'utilità del rasoio... lì dove spuntano superflui dubbi è il posto in cui radere per primo.

Va puntualizzato però che lasciare spazio a quello che appare come immediato e più semplice non equivale e non è assolutamente traducibile con un'autorizzazione a compiere ragionamenti sommari, poco profondi, non esaustivi. Non è buona prassi accettare le ipotesi semplici ignorando quelle complesse, come non è buona prassi concludere un ragionamento scegliendo la via che contempla il minor numero di ipotesi sul tavolo: la chiave di tutto resta comunque un'attenta e preliminare analisi del fenomeno, che non si discosti da un'osservazione esaustiva della realtà e che non rischi di cadere nell'errore di non tenere in considerazione che l'imprevedibile è molto diverso dall'impossibile.

Un esempio classico che riporto anche qui, è l'applicazione del Rasoio di Occam al tema dell'esistenza di Dio e alla creazione dell'Universo, a fronte della quale sono due le ipotesi che si prospettano: la prima ipotizza che l'universo si sia generato autonomamente o si sia generato per motivi sconosciuti; la seconda invece ipotizza che l'universo sia stato generato da una entità divina invisibile, a sua volta autogeneratasi o generatasi per motivi sconosciuti. Di fronte a queste due alternative l'applicazione del Rasoio di Occam andrebbe a recidere sicuramente la seconda ipotesi lasciando come ipotesi plausibile la prima, non perché certa, bensì perché da sola in grado di spiegare la creazione dell'universo senza dover ricorrere ad una ulteriore ipotesi che non si è in grado di spiegare, cioè quella dell'esistenza di una divinità superiore: se non esiste nulla di più potente e superiore rispetto a questa entità divina e quindi nulla che possa essere stato in grado di crearla, allora si potrebbe affermare che questa divinità possa essere da sempre esistita, e se così, perché allora lo stesso ragionamento non può valere per il mondo? Questo è solo il più classico degli esempi, ma le applicazioni a cui poter sottoporre il Rasoio di Occam sono le più diverse.

Si parla di Rasoio di Occam nelle investigazioni, nello sport, nell'ingegneria... nella medicina. Escludere ipotesi complesse per concentrarsi su ciò che è più probabile usando buon senso, statistica e le evidenze del momento possono essere ingredienti in grado di salvare vite.

Anche nel lavoro di tutti i giorni, per ognuno di noi, l'applicazione del Rasoio di Occam è elemento di sicura affidabilità: di fronte a un problema da risolvere, ipotizzare astruse e complesse cause può risultare un alibi per evitare di fronteggiare la brutalità di una realtà in grado di palesarsi senza eccessivo sforzo, può causare perdita di tempo prezioso che sarebbe meglio dedicare alla risoluzione del problema piuttosto che all'individuazione dello stesso. Questo, per dire che, è necessario applicare tale metodologia al nostro lavoro laddove riscontriamo difficoltà o problematiche, ma anche al lavoro del team nella sua interezza se pensiamo che alcune pratiche siano risolvibili con più semplicità rispetto alla strada intrapresa, senza il timore di risultare responsabili o artefici del successo o insuccesso di una proposta. E' sempre meglio dimostrare lucidità e predisposizione alla soluzione piuttosto che rimanere mischiati nel pantano dell'irrisolto, solo perché più comodo. A volte la più evidente delle ipotesi è quella corretta, solo sapendo pensare linearmente potremmo rendercene conto.

"Se stai camminando per strada e senti rumore di zoccoli dietro di te, non voltarti aspettandoti di vedere una zebra. Aspettati un cavallo."


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